[ lavoro ] 07 Luglio, 2008 18:08

Da OggiTreviso:

A Vedelago solo immigrati sani

Il Comune ha inviato la richiesta a Prefettura e Questura

Vedelago – Solo immigrati che dimostrino di essere sani e robusti. Solo per loro dovrebbe essere concesso il permesso di soggiorno. A chiederlo è il Comune di Vedelago. La richiesta è stata rivolta alla Prefettura e alla Questura.
È la conseguenza dell’approvazione da parte della Giunta comunale di un ordine del giorno del 30 gennaio scorso. La delibera auspica che il permesso di soggiorno venga rilasciato solo a stranieri in possesso di idonea certificazione medica: il nuovo arrivato dovrebbe essere in possesso di certificati che attestino la sana e robusta costituzione fisica per ottenere l’autorizzazione a rimanere.
La richiesta nei mesi scorsi era stata effettuata anche da altri comuni, in primis Treviso e Riese Pio X. La delibera di giunta, denominata “Proposta di approvazione ordine del giorno su idoneità medico-sanitaria cittadini comunitari ed extracomunitari”, è stata invitata prima al Prefetto di Treviso, poi andrà al Questore.

 

Traduco contestualizzando:
Cercasi manodopera a basso costo per le nostre fabbriche (per l'agricoltura ci siamo già attrezzati ), altrimenti ci tocca mandare tutto in Romania (e con quello che costa il petrolio...). Tuttavia i turni di lavoro necessitano gente sana, con una buona forma fisica. Non possiamo assolutamente permetterci di gravare sul sistema sanitario, già appesantito dai nostri schianti in auto .

Per finire ci trasferiamo in Puglia, dove si capisce quali sono le vere occasioni di ammalarsi, per chi è alla ricerca di un lavoro (da un reportage dell'Espresso).

[ nucleare , energia ] 02 Luglio, 2008 23:43
Ultimamente si *parla* molto di nucleare *civile*... Se stai leggendo questo blog, probabilmente sei abbastanza intelligente da usare internet per capire come gli interessi di pochi (ma veramente pochi!) portano avanti con la complicità dei media una campagna agiografica per questa salvifica tecnologia. Quando invece, semplicemente dal punto di vista più individualista, è antieconomico produrre energia elettrica dal nucleare.

Nonostante tutto il dettagliato materiale *contro* che si può trovare in rete (chissà perchè non si trovano molte fonti, documentate, a favore, è interessante il seguente articolo che presenta un esempio di demistificazione.

Da Amisnet

Nucleare: la falsa propaganda dell’ENEL

A cura di Valentina Vella • 10 Giugno 2008

L’Italia si guarda indietro e si prepara ad investire miliardi e miliardi di euro in impianti nucleari mai sperimentati, costosi e che faranno lievitare e non diminuire le bollette dei consumatori. In una recente intervista, l’Amministratore delegato dell’Enel, Fulvio Conti, ha parlato di 3-3,5 mld di euro a centrale. “Si tratta di una cifra non vera”- denunciano le associazioni ambientaliste che invitano a guardare il mercato internazionale per rendersi conto della falsità di tali dichiarazioni.Conti dovrebbe essere denunciato per aver introdotto nel dibattito italiano elementi falsi - ha commentato il Responsabile delle Campagne di Greenpeace Giuseppe Onufrio -. Sullo stess tipo di tecnologia, infatti, l’Amministratore delegato del colosso energetico tedesco Eon ha parlato di cos

[ militarizzazione ] 28 Giugno, 2008 13:57

La militarizzazione del territorio continua senza sosta. Chissà a cosa serve.
Quest'anno è il 90° dalla Grande Guerra, un sacco di manifestazioni, discorsi, rievocazioni storiche... E' molto importante ricordare, perchè dagli errori si impara. Però forse non è stato questo l'obiettivo, la logica è quella della celebrazione, grandi tempi, grandi eroi, patriottismo... In prima fila i cittadini leghisti (e le autorità); non capisco cosa cerchino, visto che poteva esserci un fantastico regno Lombardo Veneto, che è stato conquistato dai terroni...
A Vicenza c'è dopo la creazione di un fortissimo movimento di opposizione alla base, c'è stata la prima vittoria, una sentenza del tar che ha sospeso l'ampliamento della base.

Nel seguente articolo si parla di nuovi progetti militari, questa volta è protagonista la Provincia Autonoma di Trento, ma il denominatore comune è sempre la distruzione del territorio con accordi nascosti alla cittadinanza. Sinceramente non credo che gli austriaci vogliano riconquistare l'Italia, ma dobbiamo difenderci.
Dovevano ben difendersi lo sparuto gruppo di persone, che pochi giorni fa ha provato a manifestare il proprio dissenso; evidentemente erano proprio pericolosi, viste le botte che hanno preso.

 

 Da Amisnet:

Basi militari: il progetto “Caserme” tra le montagne trentine

A cura di Marzia Coronati • 27 Giugno 2008

Governo e Provincia di Trento vorrebbero costruire, tra la concessionaria Dorigoni a sud di Trento e l’aeroporto di Mattarello, una base militare in grado di ospitare 1600 soldati. 47 ettari di terreno agricolo coltivato a vite e piante da frutto saranno coperti da migliaia di metri cubi di porfido.

E’ iniziato tutto nel 2002, quando è stato firmato un accordo tra Stato e Provincia di Trento, che concedeva alla provincia circa 47 ettari di area militare in cambio di 30 ettari di altro terreno agricolo pregiato. Di questi 47 ettari, che costituivano un’area militare sin dal dopoguerra, quasi più della metà sono abbandonati e fatiscenti dal tempo della caduta del muro di Berlino.

 

Quest’accordo era passato in sordina, solamente un gruppo di sette o otto contadini che avevano delle terre in quell’area, e che quindi gli sarebbero state espropriate, avevano portato avanti qualche assemblea per capirne qualcosa di più ” racconta Franco Tessari, abitante di Mattarello e autore del blog http://trentomilitarenograzie.blogspot.com/. ” Questo progetto di militarizzazione del territorio nazionale, denominato “progetto Caserme”, costerebbe all’amministrazione provinciale circa 200 milioni di euro, tra permuta dei terreni e costruzione della caserma, entrambi a carico dell’amministrazione provinciale”, ha detto Franco.

La Val d’Adige, già molto compromessa dalle infrastrutture, vedrebbe così altri 47 ettari cementificati. La base verrebbe costruita su un pregiato terreno agricolo coltivato a vite e a piante da frutto e per via del rischio di esondazioni dell’Adige il terreno verrebbe rialzato con migliaia di metri cubi di porfido, causa di emissioni nocive di radon.

Il progetto della base militare è stato deciso senza nessun tipo di confronto pubblico e calato sulla testa della popolazione. Dieci giorni fa un gruppo di abitanti ha manifestato contro i primi lavori per la costruzione della base; 36 di loro sono stati fermati e gli sono stati notificati i reati di «violenza privata, invasione di terreni, interruzione di servizio di pubblica necessità e manifestazione non autorizzata».

 

[ Generale ] 14 Giugno, 2008 13:24

Si sente mai parlare in tv di tribunali o processi? Forse però passano solo le cose che ci riguardano... come i bellissimi omicidi che ci emozionano, il campionato di calcio truccato, ma neanche poi così tanto, le intercettazioni, perchè al giorno d'oggi chi non ha nulla da nascondere?
Eppure tutti i giorni andiamo al supermercato o consumiamo cose acquistate in precedenza. Qui si parla di un Tribunale Permanente dei Popoli (già il nome è strano) che si permette di giudicare le multinazionali che ogni giorno si premurano di curarci, farci guidare, dissetarci, telefonare.
Forse è meglio non sapere che siamo complici di diritti negati, violenze e devastazioni ambientali, sia in grande perchè le più grandi multinazionali sono europee (lasciamo stare per un attimo l' "imperialismo americano"), sia in piccolo, perchè alla fine tutto questo ci serve per avere i saldi.
Forse è meglio parlare del tribunale di Milano, o dei RIS di Parma.
 

Da Peacelink: 


Multinazionali europee giudicate dal Tribunale Permanente dei Popoli: l'America Latina chiede giustizia

3 giugno 2008 - Alessia Marucci (casco bianco in Perù)
 
Lima- Il 16 maggio, dopo tre giorni di dibattiti, conferenze, eventi culturali, è terminata la terza Cumbre de los Pueblos, promossa da diversi movimenti sociali e organizzazioni non governative dell'America Latina, del Caribe e dell'Europa. L'evento è culminato con la consegna del documento finale e del verdetto del Tribunale Permanente dei Popoli ai rappresentanti degli stati partecipanti e al presidente della Boliva Evo Morales.
Il Tribunale era stato chiamato a giudicare le politiche neoliberali e le imprese multinazionali europee operanti in America Latina.
Il Tribunale Permanente dei Popoli (TPP) è un organismo nato sulla scìa del Tribunale Russel sulla guerra in Vietnam e sulle Dittature del Cono Sud in America Latina.
L'aspirazione del Tribunale è quella di dare visibilità e qualificare in termini giuridici tutte quelle situazioni in cui la massiva violazione di diritti fondamentali non trova un riconoscimento né risposte istituzionali, sia a livello nazionale che internazionale. Dall'anno della sua fondazione, avvenuta in Italia nel 1979, il Tribunale, nelle sue 35 sessioni, ha appoggiato le lotte dei popoli, denuciato le violazioni di diritti umani fondamentali commesse per mano di stati dittatoriali o imprese multinazionali.
Nelle parti iniziali del verdetto si legge che ogni caso presentato ha messo chiaramente in evidenza il fatto che le violazioni denuciate non sono incidenti casuali, ma "normali" espressioni di politiche generali e che le violazioni di diritti da parte delle multinazionali si sviluppano in condizioni di totale permissività e/o impunità da parte delle autorità pubbliche responsabili. Si rileva il carattere sistematico delle violazioni commesse, del disprezzo alla vita e alla dignità delle persone in quanto singoli e in quanto appartenenti a comunità indigene.
Al Tribunale sono stati presentati un totale di 24 casi, divisi per aree tematiche: settore minerario, petrolifero, farmaceutico, biotecnologico, idrico, forestale, finanziario, siderurgico. Tra le multinazionali europee accusate di aver violato I diritti dell'uomo e dei lavoratori locali, Unilever (Inghilterra-Olanda), Suez (Francia), Union Fenosa (Spagna), Bayer (Germania), Aguas de Saltillo (Spagna), Cemaq Mainstream S.A. (Norvegia), Syngenta (Svizzera), Proactiva (Spagna), Shanska (Svezia), Monterrico Metals (Regno Unito), Botnia (Finlandia).
Tra le imprese giudicate, l'italiana Telecom, per I recenti fatti accaduti in Bolivia. L'impresa italiana aveva acquistato il 50% delle azioni dell'impresa nazionale Entel, rinazionalizzata l'anno scorso dal governo Morales. Oggi la Telecom chiede circa sessanta milioni di dollari di indennizzo, e intanto la Sovraintendenza delle Banche ha congelato i conti della boliviana Entel.
Gravi violazioni sono state individuate per quanto riguarda i rapporti di lavoro, attraverso la precarizzazione e lo sfruttamento, la criminalizzazione della protesta sociale, caratterizzata da repressioni violente commesse dagli organi militari e paramilitari.
Con una continua contaminazione delle falde acquifere, dei fiumi, con la deforestazione selvaggia, la ricchissima biodiversità di queste regioni -bacino amazzonico, area andina- è seriamente messa in pericolo: azioni del genere possono rompere fragili equilibri in maniera irreversibile.
Non si tratta, secondo il TPP, solo di un'aggressione fisica ai suoli e alle acque, ma anche di un' aggressione morale alla madre terra (pachamama). Secondo la cosmovisione dei popoli nativi gli esseri umani vivono in simbiosi con la natura grazie alla quale possono vivere. Non solo distruzione di un habitat, ma anche di un intero bagaglio culturale, di un complesso sistema di credenze che vede nella natura un essere vivente, una madre, e l'atto di contaminazione corrisponde, quindi, ad un atto di morte.
Per quanto riguarda le responsabilità, il verdetto dice che è lo Stato, ospitante e di origine della multinazionale, a dover vigilare , proteggere e sanzionare le violazioni dei diritti umani commesse sia da enti pubblici che privati.
La mobilità di capitali, la de-localizzazione delle multinazionali, l'utilizzo di innumerevoli filiali, i codici di condotta volontari che portano all'irresponsabilità di fronte al diritto interno e internazionale, sono terreno fertile per l' impunità.
Vista l'importanza dei contenuti trattati la sentenza del TPP sarà inviata al Consiglio Economico e Sociale dell'Onu, alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, alla Commissione Interamerica dei Diritti Umani e ai governi dei paesi membri dell'Unione Europea, affinchè possano agire a seconda delle competenze e delle facoltà.
Fino a questo momento, il lavoro del Tribunale è stato importantissimo: ha permesso la documentazione sistematica non solo dei fatti, ma anche delle loro cause e radici, grazie all'ascolto di tutti i popoli, soprattutto di quelli che in questa globalizzazione non hanno un volto.
Altro merito del Tribunale è di essere stato uno spazio in cui le diverse voci dell' America Latina - sindacalisti, attivisti, rappresentanti dei popoli nativi- si sono incontrate per denunciare pubblicamente, tutte insieme, le loro storie e le violazioni subite.
E' in momenti come questo che può nascere un linguaggio comune di lotta, perchè ci vogliono tante voci per ricordare ad esempio allo stato peruviano di aver firmato e ratificato nel 1994 la Convenzione 169 sui Popoli Indigeni e Tribali dell' Organizzazione Internazionale del Lavoro e che è suo dovere rispettarla.